Uposatha

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MN 25

Nivāpa sutta: Il discorso sull’esca

Nivāpasutta

Opammavagga

Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava vicino a Sāvatthī, nel bosco di Jeta, il monastero di Anāthapiṇḍika. Lì il Buddha si rivolse ai monaci: “Monaci!”

“Venerabile Signore”, risposero i monaci. Il Buddha disse:

“Monaci, un cacciatore non sparge esche per cervi pensando: ‘Che i cervi apprezzino questa esca, siano sani e in buone condizioni. Che vivano a lungo e prosperino!’ Un cacciatore sparge esche per cervi pensando: ‘Quando questi cervi invaderanno il luogo dove spargo l’esca, incautamente piacerà loro cibarsene. Diverranno indulgenti, poi negligenti, e quindi potrò fare di loro ciò che voglio grazie a questa esca’.

E infatti, il primo branco di cervi si intrufolò nel luogo in cui il cacciatore aveva sparso l’esca e incautamente piacque loro cibarsene. Divennero indulgenti, poi negligenti, e quindi il cacciatore potè fare di loro ciò che voleva a causa di quell’esca. E così il primo branco di cervi non riuscì a scampare al potere del cacciatore.

Allora un secondo branco di cervi escogitò un piano: ‘Il primo branco di cervi divenne indulgente … e non riuscì a scampare al potere del cacciatore. Perché non evitiamo del tutto di cibarci dell’esca? Evitando cibo pericoloso, potremmo addentrarci profondamente in una regione di natura e dimorare lì’. E fecero proprio così. Ma una volta arrivato l’ultimo mese dell’estate, l’erba e l’acqua si esaurirono. I loro corpi divennero troppo magri, e persero forza ed energia. Quindi tornarono nello stesso luogo dove il cacciatore aveva sparso l’esca. Invadendolo, incautamente piacque loro cibarsene … E così il secondo branco di cervi non riuscì a scampare al potere del cacciatore.

Allora un terzo branco di cervi escogitò un piano: ‘Il primo … e il secondo branco di cervi … non riuscì a scampare al potere del cacciatore. Perché non facciamo una tana vicino al luogo dove il cacciatore ha sparso l’esca? Facendo così possiamo intrufolarci e cibarci senza essere incauti. Non diventeremo indulgenti, quindi non diventeremo negligenti, e quindi il cacciatore non potrà fare di noi ciò che vuole a causa di quel seme’. E fecero proprio così.

Allora il cacciatore e i suoi aiutanti pensarono: ‘Wow, questo terzo branco di cervi è davvero subdolo e furbo! Devono essere un qualche tipo di strani spiriti con poteri magici! Dato che mangiano l’esca che abbiamo sparso senza che noi sappiamo come vanno e vengono. Perché non circondiamo l’esca da tutti i lati picchettando delle reti alte? Così magari riusciremo a vedere la tana dove vanno a nascondersi’. E fecero proprio così. E videro la tana dove il terzo branco di cervi andava a nascondersi. E così il terzo branco di cervi non riuscì a scampare al potere del cacciatore.

Allora un quarto branco di cervi escogitò un piano: ‘Il primo … il secondo … e il terzo branco di cervi … non riuscì a scampare al potere del cacciatore. Perché non facciamo una tana dove il cacciatore e i suoi aiutanti non riescono ad andare? Facendo così possiamo intrufolarci nel luogo in cui il cacciatore ha sparso l’esca e cibarcene senza essere incauti. Non diverremo indulgenti, quindi non diverremo negligenti, e quindi il cacciatore non potrà fare di noi ciò che vuole a causa di quell’esca’. E fecero proprio così.

Allora il cacciatore e i suoi aiutanti pensarono: ‘Wow, questo quarto branco di cervi è davvero subdolo e furbo! Devono essere un qualche tipo di strani spiriti con poteri magici! Dato che mangiano il seme che abbiamo sparso senza che noi sappiamo come vanno e vengono. Perché non circondiamo il seme da tutti i lati picchettando delle reti alte? Così magari riusciremo a vedere la tana dove vanno a nascondersi’. E fecero proprio così. Ma non riuscirono a vedere la tana dove il quarto branco di cervi andava a nascondersi. Allora il cacciatore e i suoi aiutanti pensarono: ‘Se disturbiamo questo quarto branco di cervi, loro ne disturberanno altri, che a loro volta ne disturberanno altri ancora. Così tutti i cervi saranno salvi da questa esca che abbiamo sparso. Perché non teniamo semplicemente d’occhio quel quarto branco?’ E fecero proprio così. E così il quarto branco di cervi riuscì a scampare al potere del cacciatore.

Ho inventato questa similitudine per illustrare un punto. E questo è ciò che significa:

‘Esca’ sta per i cinque tipi di stimolazione dei sensi.

‘Cacciatore’ sta per il diavolo, il Malvagio.

‘Aiutanti del cacciatore’ sta per la schiera del diavolo.

‘Cervi’ sta per gli asceti e i bramini.

Ora, il primo gruppo di asceti e bramini si intrufolò nel luogo in cui l’esca e i piaceri materiali del mondo sono stati sparsi dal diavolo e incautamente piacque loro cibarsene. Divennero indulgenti, poi negligenti, e quindi il diavolo potè fare di loro ciò che voleva a causa di quell’esca e dei piaceri materiali del mondo. E così il primo gruppo di asceti e bramini non riuscì a scampare al potere del diavolo. Questo primo gruppo di asceti e bramini è proprio come il primo branco di cervi, dico io.

Allora un secondo gruppo di asceti e bramini escogitò un piano: ‘Il primo gruppo di asceti e bramini divenne indulgente … e non riuscì a scampare al potere del diavolo. Perché non evitiamo del tutto di cibarci dell’esca e dei piaceri materiali del mondo? Evitando cibo pericoloso, possiamo addentrarci in profondità in una regione di natura e dimorare lì’. E fecero proprio così. Mangiavano erbe, miglio, riso selvatico, riso povero, lattuga d’acqua, crusca di riso, la schiuma del riso bollito, farina di sesamo, fieno, o sterco di mucca. Sopravvivevano con radici e frutti di foresta, o mangiando frutta caduta.

Ma una volta arrivato l’ultimo mese dell’estate, l’erba e l’acqua si esaurirono. I loro corpi divennero troppo magri, e persero forza ed energia. A causa di ciò, persero la propria libertà mentale, quindi tornarono nello stesso luogo dove il diavolo aveva sparso l’esca e i piaceri materiali del mondo. Invadendo quel luogo, incautamente piacque loro cibarsene … E così il secondo gruppo di asceti e bramini non riuscì a scampare al potere del diavolo. Questo secondo gruppo di asceti e bramini è proprio come il secondo branco di cervi, dico io.

Allora un terzo gruppo di asceti e bramini escogitò un piano: ‘Il primo … e il secondo gruppo di asceti e bramini … non riuscì a scampare al potere del diavolo. Perché non facciamo una tana dove il diavolo ha sparso l’esca e quei piaceri materiali del mondo? Facendo così possiamo invaderlo e cibarci senza essere incauti. Non diverremo indulgenti, quindi non diverremo negligenti, e quindi il diavolo non potrà fare di noi ciò che vuole a causa di quell’esca e di quei piaceri materiali del mondo’.

E fecero proprio così. Ma comunque, avevano opinioni come queste: ‘Il cosmo è eterno’ o ‘Il cosmo non è eterno’; ‘Il cosmo è limitato’ o ‘Il cosmo è infinito’; ‘L’anima e il corpo sono una cosa sola’ o ‘L’anima e il corpo sono cose diverse’; o che dopo la morte, un Realizzato esiste ancora, o non esiste più, o sia esiste ancora che non esiste più, o né esiste ancora né non esiste più. E così il terzo gruppo di asceti e bramini non riuscì a scampare al potere del diavolo. Questo terzo gruppo di asceti e bramini è proprio come il terzo branco di cervi, dico io.

Allora un quarto gruppo di asceti e bramini escogitò un piano: ‘Il primo … il secondo … e il terzo gruppo di asceti e bramini … non riuscì a scampare al potere del diavolo. Perché non facciamo una tana dove il diavolo e la sua schiera non riescono ad andare? Facendo così possiamo intrufolarci nel luogo in cui il diavolo ha sparso l’esca e quei piaceri materiali del mondo, e cibarci senza essere incauti. Non diverremo indulgenti, quindi non diverremo negligenti, e quindi il diavolo non potrà fare di noi ciò che vuole a causa di quell’esca e di quei piaceri materiali del mondo’.

E fecero proprio così. E così il quarto gruppo di asceti e bramini riuscì a scampare al potere del diavolo. Questo quarto gruppo di asceti e bramini è proprio come il quarto branco di cervi, dico io.

E dov’è che il diavolo e la sua schiera non riescono a andare? È quando un monaco, sufficientemente isolato dai piaceri dei sensi, isolato da cattive qualità, con pensiero e valutazione, ed euforia e felicità nate dall’isolamento, raggiunge e dimora nella prima estasi. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo, gli ha chiuso gli occhi senza lasciare traccia, ed è andato dove il Malvagio non può vedere.

Inoltre, con il placarsi di pensiero e valutazione, con chiarezza interna e mente raccolta, senza pensiero e valutazione, con euforia e felicità nate dalla concentrazione, un monaco raggiunge e dimora nella seconda estasi. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo …

Inoltre, con lo svanire dell’euforia, dimorando con equanimità, consapevole e presente, toccando con mano la felicità di cui i nobili dichiarano: ‘Equanime e consapevole, egli dimora nella felicità’, un monaco raggiunge e dimora nella terza estasi. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo …

Inoltre, abbandonando piacere e dolore, e mettendo fine ad allegria e tristezza precedenti, senza piacere o dolore, con pura equanimità e consapevolezza, un monaco raggiunge e dimora nella quarta estasi. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo …

Inoltre, un monaco, andando totalmente oltre percezioni della materia, mettendo fine alle percezioni di impatto sensoriale, non concentrandosi su percezioni di diversità, percependo che ‘lo spazio è infinito’, raggiunge e dimora nella dimensione dello spazio infinito. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo …

Inoltre, un monaco, andando totalmente oltre la dimensione dello spazio infinito, percependo che ‘la coscienza è infinita’, raggiunge e dimora nella dimensione della coscienza infinita. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo …

Inoltre, un monaco, andando totalmente oltre la dimensione della coscienza infinita, percependo che ‘non c’è nulla in assoluto’, raggiunge e dimora nella dimensione del nulla. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo …

Inoltre, un monaco, andando totalmente oltre la dimensione del nulla, raggiunge e dimora nella dimensione della né percezione né non-percezione. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo …

Inoltre, un monaco, andando totalmente oltre la dimensione della né percezione né non-percezione, raggiunge e dimora nella cessazione di percezione e sensazione. E, vedendo con saggezza, i suoi contaminanti vengono eliminati. Questo si chiama un monaco che ha accecato il diavolo, gli ha chiuso gli occhi senza lasciare traccia, ed è andato dove il Malvagio non può vedere. E ha superato l’attaccamento al mondo”.

Questo è ciò che il Buddha disse. Contenti, i monaci trassero piacere da ciò che il Buddha disse.

Über diese Übersetzung

Giovanni Zappa · CC0

Mögen alle Wesen glücklich sein