MN 95
Caṅkī sutta: Il discorso con Caṅkī
Caṅkīsutta
Brāhmaṇavagga
Übersetzungen
Così ho sentito. Una volta il Buddha stava vagando nella terra dei Kosala assieme a una grande comunità di monaci quando giunse al villaggio bramino di Kosala chiamato Opāsāda. Si fermò nel Bosco degli Angeli, un bosco di alberi di sal a nord di Opāsāda.
In quel periodo il bramino Caṅkī viveva a Opāsāda in una proprietà reale data in dono dal Re Pasenadi di Kosala. Pullulava di creature viventi, piena di fieno, legna, acqua, e grano. Un parco reale donato a un bramino.
I bramini e i laici di Opāsāda sentirono: “Sembra che l’asceta Gotama, un Sakya, che ha lasciato casa da una famiglia Sakya, sia arrivato a Opāsāda, assieme a una grande comunità di monaci. Si è fermato nel Bosco degli Angeli a nord. Ha questa buona reputazione: ‘Il Beato è perfetto, un Buddha completamente risvegliato, esperto di conoscenza e condotta, santo, conoscitore del mondo, guida suprema per coloro che desiderano addestrarsi, insegnante di esseri celesti e umani, risvegliato, beato’. Ha realizzato con la propria conoscenza diretta questo mondo, con i suoi angeli, diavoli, e dei, questa popolazione con i suoi asceti e bramini, esseri celesti e umani, e lo rende noto agli altri. Spiega un’insegnamento buono all’inizio, nel mezzo, e alla fine, significativo e ben espresso. E rivela un percorso spirituale assolutamente completo e puro. È bene vedere tali perfetti”.
Allora, partendo da Opāsāda, si divisero in gruppi e si avviarono a nord verso il Bosco degli Angeli.
In quell’occasione il bramino Caṅkī si era ritirato al piano di sopra del proprio palazzo per il sonnellino del mezzogiorno. Vide i bramini e i laici che si avviavano verso il Bosco degli Angeli, e si rivolse al proprio maggiordomo: “Mio maggiordomo, perché i bramini e i laici si stanno avviando a nord verso il Bosco degli Angeli?”
“L’asceta Gotama è arrivato a Opāsāda, assieme a una grande comunità di monaci. Si è fermato nel Bosco degli Angeli a nord. Ha questa buona reputazione: ‘Il Beato è perfetto, un Buddha completamente risvegliato, esperto di conoscenza e condotta, santo, conoscitore del mondo, guida suprema per coloro che desiderano addestrarsi, insegnante di esseri celesti e umani, risvegliato, beato’. Vanno a trovare il Signor Gotama”
“Beh, allora, vai dai bramini e i laici e dì loro: ‘Signori, il bramino Caṅkī vi chiede di aspettare, dato che anche lui verrà a trovare l’asceta Gotama’”
“Sì, Signore”, rispose il maggiordomo, e fece come gli era stato chiesto.
In quel periodo circa cinquecento bramini che venivano da fuori si trovavano a Opāsāda per qualche faccenda. Sentirono che il bramino Caṅkī stava andando a trovare l’asceta Gotama. Andarono da Caṅkī e gli dissero: “È vero che vuoi andare a trovare l’asceta Gotama?”
“Sì, signori, è vero”
“Per favore, non farlo! Non è opportuno che tu vada dall’asceta Gotama; è opportuno che l’asceta Gotama venga da te.
Sei di buona casta da entrambi i lati di tua madre e tuo padre, di discendenza pura, con genealogia inconfutabile e impeccabile fino alla settima generazione paterna. Per questa ragione non è opportuno che tu vada dall’asceta Gotama; è opportuno che l’asceta Gotama venga da te.
Sei ricco, benestante, e abbiente. …
Reciti e ricordi gli inni, e hai raggiunto maestria delle tre Veda, con i loro vocabolari e rituali, fonologia e classificazione delle parole, e testamento come quinto. Le sai parola per parola, con la loro grammatica. Sei esperto in cosmologia e nei segni di un grande uomo. …
Sei attraente, bello, affascinante, di bellezza senza pari. Sei magnifico e splendido come Dio, eccezionale da ammirare. …
Sei morale, completo nella condotta morale. …
Sei un bravo oratore, con voce pulita, chiara, e articolata che esprime il significato. …
Insegni agli insegnanti di molti, e insegni a trecento studenti a recitare gli inni. …
Sei onorato, rispettato, riverito, e venerato dal Re Pasenadi di Kosala e dal bramino Pokkharasāti. …
Vivi a Opāsāda in una proprietà reale data in dono dal Re Pasenadi di Kosala che pullula di creature viventi, piena di fieno, legna, acqua, e grano. Un parco reale donato a un bramino.
Per tutte queste ragioni non è opportuno che tu vada dall’asceta Gotama; è opportuno che l’asceta Gotama venga da te”.
Uno volta che ebbero parlato, Caṅkī disse ai bramini:
“Beh, allora, signori, ascoltate perché è opportuno da parte mia andare dall’asceta Gotama, e non è opportuno che l’asceta Gotama venga da me.
È di buona casta da entrambi i lati di sua madre e sua padre, di discendenza pura, con genealogia inconfutabile e impeccabile fino alla settima generazione paterna. Per questa ragione non è opportuno che l’asceta Gotama venga da me; piuttosto, è opportuno che io vada da lui.
Quando ha lasciato casa ha abbandonato grandi quantità di monete e lingotti d’oro immagazzinati sopra e sotto terra. …
Ha lasciato la vita di casa per quella mendicante mentre aveva ancora i capelli nero puro, benedetto dalla giovinezza, nel fiore degli anni. …
Sebbene sua madre e suo padre non volessero, piangendo con facce piene di lacrime, lui si tagliò capelli e barba, indossò l’abito marrone, e lasciò la vita di casa per quella mendicante. …
È attraente, bello, affascinante, di bellezza senza pari. È magnifico e splendido come Dio, eccezionale da ammirare. …
È morale, possiede una condotta morale nobile e buona.
È un bravo oratore, con voce pulita, chiara, e articolata che esprime il significato. …
È maestro di maestri. …
Ha eliminato il desiderio per i piaceri dei sensi, ed è senza capricci. …
Insegna l’efficacia delle azioni e degli atti. Non desidera il male per la comunità dei bramini. …
Ha lasciato casa da una famiglia eminente di lignaggio aristocratico intatto. …
Ha lasciato casa da una famiglia ricca, abbiente, e benestante. …
La gente viene da terre e Paesi lontani per fagli domande. …
Molte migliaia di esseri celesti hanno preso rifugio in lui a vita. …
Ha questa buona reputazione: ‘Il Beato è perfetto, un Buddha completamente risvegliato, esperto di conoscenza e condotta, santo, conoscitore del mondo, guida suprema per coloro che desiderano addestrarsi, insegnante di esseri celesti e umani, risvegliato, beato’. …
Possiede i trentadue segni di un grande uomo. …
Il Re Seniya Bimbisāra di Maghada con le sue mogli e figli hanno preso rifugio nell’asceta Gotama a vita. …
Il Re Pasenadi di Kosala con le sue mogli e figli hanno preso rifugio nell’asceta Gotama a vita. …
Il bramino Pokkharasāti con le sue mogli e figli hanno preso rifugio nell’asceta Gotama a vita. …
L’asceta Gotama è arrivato per stare nel Bosco degli Angeli a nord di Opāsāda. Qualsiasi asceta o bramino che si ferma nel nostro distretto è nostro ospite, e deve essere onorato e rispettato come tale. Anche per questa ragione non è opportuno che l’asceta Gotama venga da me; piuttosto, è opportuno che io vada da lui.
Questo è fin dove arrivano le lodi al Signor Gotama che ho imparato. Ma le sue lodi non sono limitate a queste, poiché la lode al Signor Gotama è illimitata. Avere anche solo uno di questi fattori rende inopportuno che il Signor Gotama venga da me, piuttosto, è opportuno che io vada da lui. Beh, ora, signori, andiamo a trovare l’asceta Gotama”.
Allora Caṅkī assieme a un grande gruppo di bramini andò dal Buddha e ci scambiò saluti. Una volta che i saluti e cordialità terminarono, si sedette a lato.
In quell’occasione il Buddha era seduto impegnato in una qualche cordialità con alcuni bramini molto anziani. E lo studente bramino Kāpaṭika era seduto nell’assemblea. Era giovane, tonsurato, e aveva sedici anni. Aveva raggiunto maestria delle tre Veda, con i loro vocabolari e rituali, fonologia e classificazione delle parole, e testamento come quinto. Le sapeva parola per parola, con la loro grammatica. Era esperto in cosmologia e nei segni di un grande uomo. Mentre i bramini anziani stavano conversando con il Buddha, lui interruppe la conversazione.
Allora il Buddha lo rimproverò: “Venerabile Bhāradvāja, non interrompere i bramini anziani. Aspetta finché non finiscono di parlare”.
Detto ciò, Caṅkī disse al Buddha: “Signor Gotama, non rimproveri lo studente Kāpaṭika. È un giovane colto, astuto, e un bravo oratore. È in grado di dibattere con il Signor Gotama a riguardo”.
Allora il Buddha pensò: “Chiaramente, lo studente Kāpaṭika parlerà dell’eredità scritturale delle tre Veda. È per questo che i bramini l’hanno messo davanti”.
Allora Kāpaṭika pensò: “Non appena l’asceta Gotama mi guarda, gli farò una domanda”. Allora il Buddha, sapendo ciò che Kāpaṭika stava pensando, lo guardò.
Allora Kāpaṭika pensò: “L’asceta Gotama sta interagendo con me. Perché non gli faccio una domanda?”. Allora disse: “Signor Gotama, riguardo a ciò che per lignaggio di testamento e autorità canonica è la collezione di inni dei bramini, i bramini giungono alla conclusione categorica: ‘Questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’. Cosa dice lei a riguardo?”
“Beh, Bhāradvāja, c’è anche solo un singolo bramino che dice così: ‘Io so questo, io vedo questo: questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’?”
“No, Signor Gotama”
“Beh, c’è anche sono un singolo maestro dei bramini, o un maestro di maestri, o qualcuno fino alla settima generazione di maestri che dice così: ‘Io so questo, io vedo questo: questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’?”
“No, Signor Gotama”
“Beh, e gli antichi veggenti dei bramini, cioè Aṭṭhaka, Vāmaka, Vāmadeva, Vessāmitta, Yamadaggi, Aṅgīrasa, Bhāradvāja, Vāseṭṭha, Kassapa, e Bhagu? Furono gli autori e i propagatori degli inni. Le loro collezioni venivano cantate e propagate, e furono compilate in tempi antichi; e al giorno d’oggi i bramini continuano a cantarle e a recitarle, recitando ciò che veniva recitato, e insegnando ciò che veniva insegnato. Almeno loro dissero: ‘Noi sappiamo questo, noi vediamo questo: questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’?”
“No, Signor Gotama”
“Quindi, Bhāradvāja, sembra che non ci sia nemmeno un singolo bramino, nemmeno uno fino alla settima generazione di maestri, nemmeno gli antichi veggenti dei bramini, che dice: ‘Noi sappiamo questo, noi vediamo questo: ‘Questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’.
Immagina una fila di uomini ciechi, ognuno attaccato a quello davanti: il primo non vede, quello in mezzo non vede, e l’ultimo non vede. Allo stesso modo, a me sembra che la dichiarazione dei bramini si rivela essere come una fila di uomini ciechi: il primo non vede, quello in mezzo non vede, e l’ultimo non vede. Cosa ne pensi, Bhāradvāja? Dato che è così, la fede dei bramini non si rivela non avere basi?”
“I bramini non onorano questo solo per fede, ma anche per trasmissione orale”
“Prima ti sei basato sulla fede, ora parli di tradizione orale. Queste cinque cose a volte si dimostrano sbagliate. Quali cinque? Fede, preferenza, trasmissione orale, linea di ragionamento, e accettazione di un’opinione dopo deliberazione. Anche se hai fede in qualcosa, potrebbe rivelarsi vuoto, vacuo, e falso. E anche se non hai fede in qualcosa, potrebbe rivelarsi essere vero e reale, non altrimenti. Anche se preferisci qualcosa … se qualcosa è trasmesso bene … se qualcosa è ragionato bene … se qualcosa è deliberato bene, potrebbe rivelarsi vuoto, vacuo, e falso. E anche se non è deliberato bene, potrebbe rivelarsi essere vero e reale, non altrimenti. Per chi preserva la verità questi modi non sono sufficienti per giungere alla conclusione categorica: questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’”
“Ma, Signor Gotama, come definisce la preservazione della verità?”
“Se una persona ha fede, preserva la verità dicendo: ‘Questa è la mia fede’. Ma non giunge ancora alla conclusione categorica: ‘Questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’. Se una persona ha una preferenza … o ha ricevuto trasmissione orale … o ha ragionato su qualcosa … o ha accettato un’opinione dopo deliberazione, preserva la verità dicendo: ‘Questa è l’opinione che ho accettato dopo deliberazione’. Ma non giunge ancora alla conclusione categorica: ‘Questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’. Così è come si descrive la preservazione della verità, Bhāradvāja. Io descrivo la preservazione della verità definita in questo modo. Ma questo non è ancora il risveglio alla verità”
“Così è come si descrive la preservazione della verità, Signor Gotama. Ritengo la preservazione della verità definita in questo modo. Ma, Signor Gotama, come definisce il risveglio alla verità?”
“Prendi il caso, Bhāradvāja, di un monaco che vive supportato da un paese o da un villaggio. Un laico o suo figlio va da lui e lo scruta per trovare tre cose: cose che suscitano cupidigia, cose che provocano odio, e cose che promuovono illusione. ‘Questo venerabile possiede qualità che suscitano cupidigia? Qualità che, se la sua mente ne venisse sopraffatta, potrebbe dire che sa, anche se non sa, o che vede, anche se non vede; o che potrebbero incoraggiare gli altri a fare ciò che è a loro danno e sofferenza per molto tempo?’ Scrutinandolo scopre: ‘Questo venerabile non possiede qualità così che suscitano cupidigia. Piuttosto, quel venerabile ha un comportamento corporeo e verbale come quello di qualcuno senza avidità. E il principio che insegna è profondo, difficile da vedere, difficile da comprendere, pacifico, sublime, fuori dalla portata del ragionamento, raffinato, comprensibile agli astuti. Non è facile per chi è avido insegnare questo’.
Scrutinandolo in questo modo vede che è privo di qualità che suscitano cupidigia. Poi cerca qualità che provocano odio. ‘Questo venerabile possiede qualità che provocano odio? Qualità che, se la sua mente ne venisse sopraffatta, potrebbe dire che sa, anche se non sa, o che vede, anche se non vede; o che potrebbero incoraggiare gli altri a fare ciò che è a loro danno e sofferenza per molto tempo?’ Scrutinandolo scopre: ‘Questo venerabile non possiede qualità così che provocano odio. Piuttosto, quel venerabile ha un comportamento corporeo e verbale come quello di qualcuno senza odio. E il principio che insegna è profondo, difficile da vedere, difficile da comprendere, pacifico, sublime, fuori dalla portata del ragionamento, raffinato, comprensibile agli astuti. Non è facile per chi odia insegnare questo’.
Scrutinandolo in questo modo vede che è privo di qualità che provocano odio. Poi cerca qualità che promuovono illusione. ‘Questo venerabile possiede qualità che promuovono illusione? Qualità che, se la sua mente ne venisse sopraffatta, potrebbe dire che sa, anche se non sa, o che vede, anche se non vede; o che potrebbero incoraggiare gli altri a fare ciò che è a loro danno e sofferenza per molto tempo?’ Scrutinandolo scopre: ‘Questo venerabile non possiede qualità così che promuovono illusione. Piuttosto, quel venerabile ha un comportamento corporeo e verbale come quello di qualcuno senza illusione. E il principio che insegna è profondo, difficile da vedere, difficile da comprendere, pacifico, sublime, fuori dalla portata del ragionamento, raffinato, comprensibile agli astuti. Non è facile per chi è illuso insegnare questo’.
Scrutinandolo in questo modo vede che è privo di qualità che promuovono illusione. Allora ripone fede in lui. Una volta che la fede è sorta va dal maestro. Rende omaggio, ascolta attivamente, sente gli insegnamenti, ricorda gli insegnamenti, riflette sul significato, e li accetta dopo deliberazione. Allora nasce in lui entusiasmo; applica zelo, si impegna, e lavora duro. Lavorando duro, realizza direttamente la verità suprema, e la vede con saggezza penetrante. Così è come si descrive il risveglio alla verità, Bhāradvāja. Io descrivo il risveglio alla verità definito in questo modo. Ma questo non è ancora il raggiungimento della verità”
Così è come si descrive il risveglio alla verità, Signor Gotama. Ritengo il risveglio alla verità definito in questo modo. Ma, Signor Gotama, come definisce il raggiungimento della verità?”
“Attraverso la coltivazione, lo sviluppo, e la dedizione proprio a queste cose si arriva al raggiungimento della verità. Così è come si descrive il raggiungimento della verità, Bhāradvāja. Io descrivo il raggiungimento della verità definito in questo modo”
“Così è come si descrive il raggiungimento della verità, Signor Gotama. Ritengo il raggiungimento della verità definito in questo modo. Ma che qualità è utile per giungere alla verità?”
“Lavorare duro è utile per giungere alla verità. Se non si lavora duro, non si giunge alla verità. Si giunge alla verità grazie al duro lavoro. È per questo che lavorare duro è utile per giungere alla verità”
“Ma che qualità è utile per lavorare duro?”
“Valutare gli insegnamenti è utile per lavorare duro. Se non si valutano gli insegnamenti, non si lavora duro. Si lavora duro grazie al valutare gli insegnamenti. È per questo che valutare gli insegnamenti è utile per lavorare duro”
“Ma che qualità è utile per valutare gli insegnamenti?” “Lo zelo è utile per valutare gli insegnamenti. Se non si ha zelo, non si valutano gli insegnamenti. Si valutano gli insegnamenti perché si ha zelo. È per questo lo zelo è utile per valutare gli insegnamenti”
“Ma che qualità è utile per lo zelo?” “L’entusiasmo è utile per lo zelo. Se non si ha entusiasmo, non si ha zelo. Si ha zelo perché si ha entusiasmo. È per questo l’entusiasmo è utile per lo zelo”
“Ma che qualità è utile per l’entusiasmo?” “L’accettazione degli insegnamenti dopo deliberazione è utile per l’entusiasmo. Se non si accettano gli insegnamenti dopo deliberazione, non si ha entusiasmo. Si ha entusiasmo perché si accettano gli insegnamenti dopo deliberazione. È per questo che accettare gli insegnamenti dopo deliberazione è utile per l’entusiasmo”
“Ma che qualità è utile per accettare gli insegnamenti dopo deliberazione?” “Riflettere sul significato degli insegnamenti è utile per accettarli dopo deliberazione. Se non si riflette sul significato degli insegnamenti, non si accettano dopo deliberazione. Si accettano gli insegnamenti dopo deliberazione perché si riflette sul loro significato. È per questo che riflettere sul significato degli insegnamenti è utile per accettarli dopo deliberazione”
“Ma che qualità è utile per riflettere sul significato degli insegnamenti?” “Ricordare gli insegnamenti è utile per riflettere sul loro significato. Se non si ricordano gli insegnamenti, non si riflette sul loro significato. Si riflette sul significato degli insegnamenti perché si ricordano. È per questo che ricordare gli insegnamenti è utile per riflettere sul loro significato”
“Ma che qualità è utile per ricordare gli insegnamenti?” “Sentire gli insegnamenti è utile per ricordarli. Se non si sentono gli insegnamenti, non si ricordano. Si ricordano gli insegnamenti perché si sentono. È per questo che sentire gli insegnamenti è utile per ricordarli”
“Ma che qualità è utile per sentire gli insegnamenti?” “Ascoltare attivamente è utile per sentire gli insegnamenti. Se non si ascolta attivamente, non si sentono gli insegnamenti. Si sentono gli insegnamenti perché si ascolta attivamente. È per questo che ascoltare attivamente è utile per sentire gli insegnamenti”
“Ma che qualità è utile per ascoltare attivamente?” “Rendere omaggio è utile per ascoltare attivamente. Se non si rende omaggio, non si ascolta attivamente. Si ascolta attivamente perché si rende omaggio. È per questo che rendere omaggio è utile per ascoltare attivamente”
“Ma che qualità è utile per rendere omaggio?” “Andare dal maestro è utile per rendere omaggio. Se non si va dal maestro non si rende omaggio. Si rende omaggio perché si va dal maestro. È per questo che andare dal maestro è utile per rendere omaggio”
“Ma che qualità è utile per andare dal maestro?” “La fede è utile per andare dal maestro. Se non si fa nascere fede, non si va dal maestro. Si va dal maestro perché si fa nascere fede. È per questo che la fede è utile per andare dal maestro”
“Ho chiesto al Signor Gotama riguardo alla preservazione della verità, e lui mi ha risposto. Approvo e accetto la risposta, e ne sono soddisfatto. Ho chiesto al Signor Gotama riguardo al risveglio alla verità, e lui mi ha risposto. Approvo e accetto la risposta, e ne sono soddisfatto. Ho chiesto al Signor Gotama riguardo al raggiungimento della verità, e lui mi ha risposto. Approvo e accetto la risposta, e ne sono soddisfatto. Ho chiesto al Signor Gotama riguardo alle cose che sono utili per il raggiungimento della verità, e lui mi ha risposto. Approvo e accetto la risposta, e ne sono soddisfatto. Tutto ciò che ho chiesto al Signor Gotama, lui mi ha risposto. Approvo e accetto la risposta, e ne sono soddisfatto.
Signor Gotama, prima pensavo questo: ‘Chi sono questi pelati, finti asceti, primitivi, pecore nere nate dai piedi del Padre rispetto a coloro che comprendono l’insegnamento?’ Il Buddha mi ha convinto ad avere amore, fiducia, e rispetto per gli asceti!
Eccellente, Signor Gotama! Eccellente! … Da oggi in poi, che il Signor Gotama si ricordi di me come un discepolo laico che ha preso rifugio a vita”.
Über diese Übersetzung
Giovanni Zappa · CC0
Mögen alle Wesen glücklich sein