Uposatha

← Verbundene Lehrreden

SN 2.24

Ghaṭīkāra sutta: Il discorso su Ghaṭīkāra

Ghaṭīkārasutta

Nānātitthiyavagga

Rimanendo in piedi a lato, l’angioletto Ghaṭīkāra recitò questo versetto in presenza del Buddha:

“Sette monaci rinati in Aviha
sono stati liberati.

Con la completa eliminazione di avidità e odio,

hanno trasceso la viscosità del mondo”.

“Chi sono coloro che hanno attraversato la palude,
il dominio della Morte così difficile da superare?

Chi, dopo essersi lasciato alle spalle il corpo umano,

è asceso oltre i gioghi celesti?”

“Upaka e Palagaṇḍa,
e Pukkusāti, questi tre;

Bhaddiya e Bhaddadeva,

e Bāhudanti e Piṅgiya.

Loro, dopo essersi lasciati alle spalle il corpo umano,

sono ascesi oltre i gioghi celesti”

“Parli bene di loro,
che hanno lasciato andare le trappole del diavolo.

L’insegnamento di chi hanno compreso

per tagliare i legami dell’esistenza?”

“Nessun altro che il Beato!
Nessun’altra che le sue istruzioni!

È il suo insegnamento che hanno compreso

per tagliare i legami dell’esistenza.

Dove nome e forma
cessano senza che ne rimanga nulla,

comprendendo questo insegnamento,

hanno tagliato i legami dell’esistenza”

“Le parole che dici sono profonde,
difficili da comprendere, a cui è così difficile svegliarsi.

L’insegnamento di chi hai compreso

per dire queste cose?”

“In passato ero un vasaio
a Vebhaliṅga, di nome Ghaṭīkāra.

Mi presi cura dei miei genitori

come discepolo laico del Buddha Kassapa.

Mi astenni dal rapporto sessuale,
ero casto, spirituale.

Abitavamo nello stesso villaggio;

in passato ero suo compagno.

Sono io che comprendo
che questi sette monaci sono stati liberati.

Con la completa eliminazione di avidità e odio,

hanno trasceso la viscosità del mondo”

“Fu proprio così,
proprio come dici, Bhaggava.

In passato eri un vasaio

a Vebhaliṅga, di nome Ghaṭīkāra.

Ti prendesti cura dei tuoi genitori
come discepolo laico del Buddha Kassapa.

Ti astenesti dal rapporto sessuale,

eri casto, spirituale.

Abitavamo nello stesso villaggio;

in passato eri mio compagno”.

Così fu,
quando quei vecchi amici si rincontrarono.

Entrambi evoluti,

e portano il proprio ultimo corpo”.

Über diese Übersetzung

Giovanni Zappa · CC0

Mögen alle Wesen glücklich sein