МН 38
Mahātaṇhāsaṅkhaya sutta: Il discorso più lungo sull’eliminazione della brama
Mahātaṇhāsaṅkhayasutta
Mahāyamakavagga
Переклади
Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava vicino a Sāvatthī, nel bosco di Jeta, il monastero di Anāthapiṇḍika.
In quell’occasione un monaco di nome Sāti, figlio del pescatore, manteneva la seguente idea sbagliata e dannosa: “Per come capisco l’insegnamento del Buddha, è questa stessa coscienza che vaga e trasmigra, non un’altra”.
Vari monaci sentirono ciò. Andarono da Sāti e gli dissero: “È vero, fratello Sāti, che mantieni questa idea sbagliata e dannosa: ‘Per come capisco l’insegnamento del Buddha, è questa stessa coscienza che vaga e trasmigra, non un’altra’?”
“Assolutamente, fratelli. Per come capisco l’insegnamento del Buddha, è questa stessa coscienza che vaga e trasmigra, non un’altra”.
Allora, volevo dissuadere Sāti dalla sua opinione, i monaci lo torchiarono, pressarono, ed esortarono: “Non dire così, Sāti! Non rappresentare male il Buddha, poiché rappresentare male il Buddha non è bene. E il Buddha non direbbe questo. In vari modi il Buddha ha detto che la coscienza origina in maniera dipendente, poiché senza una causa, la coscienza non viene in essere”.
Ma anche se i monaci lo torchiarono, pressarono, ed esortarono in questo modo, Sāti manteneva ostinatamente la propria idea sbagliata e insisteva a esprimerla.
Una volta che non riuscirono a dissuadere Sāti da tale opinione, i monaci andarono dal Buddha, si inchinarono, si sedettero a lato, e gli riferirono ciò che era accaduto.
Allora il Buddha si rivolse a un certo monaco: “Per favore, monaco, in mio nome dì al monaco Sāti che il maestro lo convoca”
“Sì, Signore”, rispose quel monaco. Andò da Sāti e gli disse: “Fratello Sāti, il maestro ti convoca”
“Sì, fratello”, rispose Sāti. Andò dal Buddha, si inchinò, e si sedette a lato. Il Buddha gli disse: “È vero, Sāti, che mantieni questa idea sbagliata e dannosa: ‘Per come capisco l’insegnamento del Buddha, è questa stessa coscienza che vaga e trasmigra, non un’altra’?”
“Assolutamente, Signore. Per come capisco l’insegnamento del Buddha, è questa stessa coscienza che vaga e trasmigra, non un’altra”
“Sāti, cos’è quella coscienza?”
“Signore, è colui che parla, che sa, e che fa esperienza dei risultati di azioni buone e cattive qua e là”
“Sciocco, quando mai mi hai sentito insegnare in quel modo? Non ho detto in vari modi che la coscienza origina in maniera dipendente, poiché senza una causa, la coscienza non viene in essere? Ma comunque tu mi rappresenti male a causa della tua comprensione errata, crei danno a te stesso, e accumuli molto demerito. Questo sarà a tuo danno e sofferenza per molto tempo”.
Poi il Buddha disse ai monaci: “Cosa ne pensate, monaci? Questo monaco Sāti ha acceso anche solo una scintilla di saggezza in questo insegnamento e addestramento?”
“Come potrebbe essere così, Signore? No, Signore”. Detto ciò, Sāti rimase seduto in silenzio, imbarazzato, con spalle cadenti, abbattuto, depresso, senza dire nulla.
Vedendo ciò, il Buddha gli disse: “Sciocco, sarai conosciuto per la tua idea dannosa. Interrogherò i monaci riguardo a questo”.
Poi il Buddha disse ai monaci: “Monaci, voi capite il mio insegnamento come Sāti, che mi rappresenta male a causa della propria comprensione errata, crea danno a se stesso, e accumula molto demerito?”
“No, Signore. Poiché in vari modi il Buddha ha detto che la coscienza origina in maniera dipendente, poiché senza una causa, la coscienza non viene in essere”
“Bene, bene, monaci. È bene che capiate il mio insegnamento così. Poiché ho detto in vari modi che la coscienza origina in maniera dipendente, poiché senza una causa, la coscienza non viene in essere. Ma comunque questo monaco Sāti mi rappresenta male a causa della propria comprensione errata, crea danno a se stesso, e accumula molto demerito. Questo sarà a suo danno e sofferenza per molto tempo.
La coscienza è definita in base alle stesse condizioni in dipendenza da cui sorge. La coscienza che si manifesta in dipendenza dell’occhio e delle forme è definita coscienza visiva. La coscienza che si manifesta in dipendenza dell’orecchio e dei suoni è definita coscienza uditiva. La coscienza che si manifesta in dipendenza del naso e degli odori è definita coscienza olfattiva. La coscienza che si manifesta in dipendenza della lingua e dei sapori è definita coscienza gustativa. La coscienza che si manifesta in dipendenza del corpo e dei tocchi è definita coscienza tattile. La coscienza che si manifesta in dipendenza della mente e dei fenomeni mentali è definita coscienza mentale.
È come il fuoco, che viene definito in base alle stesse condizioni in dipendenza da cui brucia. Un fuoco che brucia in dipendenza di tronchi viene definito fuoco da tronco. Un fuoco che brucia in dipendenza di rametti viene definito fuoco da rametti. Un fuoco che brucia in dipendenza di erba viene definito fuoco da erba. Un fuoco che brucia in dipendenza di sterco di mucca viene definito fuoco da sterco di mucca. Un fuoco che brucia in dipendenza di bucce viene definito fuoco da buccia. Un fuoco che brucia in dipendenza di spazzatura viene definito fuoco da spazzatura.
Allo stesso modo, la coscienza è definita proprio in base alle stesse condizioni in dipendenza da cui sorge. …
Monaci, vedete che questa è venuta in essere?”
“Sì, Signore”
“Vedete che ha avuto origine con quello come alimento?”
“Sì, Signore”
“Vedete che, con la cessazione di quell’alimento, ciò che è venuto in essere è soggetto a cessare?”
“Sì, Signore”
“Il dubbio sorge quando siete incerti riguardo a se questa è venuta in essere o no?”
“Sì, Signore”
“Il dubbio sorge quando siete incerti riguardo a se questa ha avuto origine con quello come alimento?”
“Sì, Signore”
“Il dubbio sorge quando siete incerti riguardo a se, con la cessazione di quell’alimento, ciò che è venuto in essere è soggetto a cessare?”
“Sì, Signore”
“Il dubbio viene abbandonato in chi vede secondo realtà con saggezza corretta che questa è venuta in essere?”
“Sì, Signore”
“Il dubbio viene abbandonato in chi vede secondo realtà con saggezza corretta che questa ha avuto origine con quello come alimento?”
“Sì, Signore”
“Il dubbio viene abbandonato in chi vede secondo realtà con saggezza corretta che, con la cessazione di quell’alimento, ciò che è venuto in essere è soggetto a cessare?”
“Sì, Signore”
“Siete liberi dal dubbio riguardo a se questa è venuta in essere?”
“Sì, Signore”
“Siete liberi dal dubbio riguardo a se questa ha avuto origine con quello come alimento?”
“Sì, Signore”
“Siete liberi dal dubbio riguardo a se, con la cessazione di quell’alimento, ciò che è venuto in essere è soggetto a cessare?”
“Sì, Signore”
“Avete visto secondo realtà con saggezza corretta che questa è venuta in essere?”
“Sì, Signore”
“Avete visto secondo realtà con saggezza corretta che questa ha avuto origine con quello come alimento?”
“Sì, Signore”
“Avete visto secondo realtà con saggezza corretta che, con la cessazione di quell’alimento, ciò che è venuto in essere è soggetto a cessare?”
“Sì, Signore”
“Per quanto pura e chiara questa opinione sia, monaci, se la apprezzate, la desiderate, ne fate tesoro, e la trattate come vostra, stareste comprendendo come l’insegnamento è simile a una zattera: per attraversare, non da essere trattenuto?”
“No, Signore”
“Per quanto pura e chiara questa opinione sia, monaci, se non la apprezzate, non la desiderate, non ne fate tesoro, e non la trattate come vostra, stareste comprendendo come l’insegnamento è simile a una zattera: per attraversare, non da essere trattenuto?”
“Sì, Signore”
“Monaci, ci sono questi quattro alimenti. Mantengono gli esseri viventi che sono nati e aiutano quelli che stanno per nascere. Quali quattro? Cibo solido, sia materiale che etereo; il contatto è il secondo, la volizione è il terzo, e la coscienza è il quarto.
Qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento di questi quattro alimenti? La brama.
E qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento della brama? La sensazione.
E qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento della sensazione? Il contatto.
E qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento del contatto? I sei campi sensoriali.
E qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento dei sei campi sensoriali? Nome e forma.
E qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento di nome e forma? La coscienza.
E qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento della coscienza? Le attività.
E qual è la fonte, l’origine, la nascita, e il concepimento delle attività? L’ignoranza.
Quindi, l’ignoranza è condizione per le attività. Le attività sono condizione per la coscienza. La coscienza è condizione per nome e forma. Nome e forma sono condizione per i sei campi sensoriali. I sei campi sensoriali sono condizione per il contatto. Il contatto è condizione per la sensazione. La sensazione è condizione per la brama. La brama è condizione per l’attaccamento. L’attaccamento è condizione per l’esistenza. L’esistenza è condizione per la nascita. La nascita è condizione per la comparsa di vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia. Così questa intera massa di sofferenza ha origine.
‘La nascita è condizione per vecchiaia e morte’. Questo è quello che ho detto. La nascita è condizione per vecchiaia o morte, monaci, o no? O come la vedete?”
“La nascita è condizione per vecchiaia e morte, Signore. La vediamo così: la nascita è condizione per vecchiaia e morte”
“‘L’esistenza è condizione per la nascita’. Questo è quello che ho detto. L’esistenza è condizione per la nascita, monaci, o no? O come la vedete?” “L’esistenza è condizione per la nascita, Signore. La vediamo così: l’esistenza è condizione per la nascita”
“‘L’attaccamento è condizione per l’esistenza’. Questo è quello che ho detto. L’attaccamento è condizione per l’esistenza, monaci, o no? O come la vedete?” “L’attaccamento è condizione per l’esistenza, Signore. La vediamo così: l’attaccamento è condizione per l’esistenza”
“‘La brama è condizione per l’attaccamento’. Questo è quello che ho detto. La brama è condizione per l’attaccamento, monaci, o no? O come la vedete?” “La brama è condizione per l’attaccamento, Signore. La vediamo così: la brama è condizione per l’attaccamento”
“‘La sensazione è condizione per la brama’. Questo è quello che ho detto. La sensazione è condizione per la brama, monaci, o no? O come la vedete?” “La sensazione è condizione per la brama, Signore. La vediamo così: la sensazione è condizione per la brama”
“‘Il contatto è condizione per la sensazione’. Questo è quello che ho detto. Il contatto è condizione per la sensazione, monaci, o no? O come la vedete?” “Il contatto è condizione per la sensazione. La vediamo così: il contatto è condizione per la sensazione”
“‘I sei campi sensoriali sono condizione per il contatto’. Questo è quello che ho detto. I sei campi sensoriali sono condizione per il contatto, monaci, o no? O come la vedete?” “I sei campi sensoriali sono condizione per il contatto, Signore. La vediamo così: i sei campi sensoriali sono condizione per il contatto”
“‘Nome e forma sono condizione per i sei campi sensoriali’. Questo è quello che ho detto. Nome e forma sono condizione per i sei campi sensoriali, monaci, o no? O come la vedete?” “Nome e forma sono condizioni per i sei campi sensoriali, Signore. La vediamo così: nome e forma sono condizioni per i sei campi sensoriali”
“‘La coscienza è condizione per nome e forma’. Questo è quello che ho detto. La coscienza è condizione per nome e forma, monaci, o no? O come la vedete?” “La coscienza è condizione per nome e forma, Signore. La vediamo così: la coscienza è condizione per nome e forma”
“‘Le attività sono condizione per la coscienza’. Questo è quello che ho detto. Le attività sono condizione per la coscienza, monaci, o no? O come la vedete?” “Le attività sono condizione per la coscienza, Signore. La vediamo così: le attività sono condizione per la coscienza”
“‘L’ignoranza è condizione per le attività’. Questo è quello che ho detto. L’ignoranza è condizione per le attività, monaci, o no? O come la vedete?”
“L’ignoranza è condizione per le attività, Signore. La vediamo così: l’ignoranza è condizione per le attività”
“Bene, monaci. Quindi sia io che voi diciamo questo: Quando questo esiste, quello esiste; con il manifestarsi di questo, quello si manifesta. Cioè: L’ignoranza è condizione per le attività. Le attività sono condizione per la coscienza. La coscienza è condizione per nome e forma. Nome e forma sono condizione per i sei campi sensoriali. I sei campi sensoriali sono condizione per il contatto. Il contatto è condizione per la sensazione. La sensazione è condizione per la brama. La brama è condizione per l’attaccamento. L’attaccamento è condizione per l’esistenza. L’esistenza è condizione per la nascita. La nascita è condizione per la comparsa di vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia. Così questa intera massa di sofferenza ha origine.
Con lo svanire e la cessazione dell’ignoranza senza che ne rimanga nulla, le attività cessano. Con la cessazione delle attività, la coscienza cessa. Con la cessazione della coscienza, nome e forma cessano. Con la cessazione di nome e forma, i sei campi sensoriali cessano. Con la cessazione dei sei campi sensoriali, il contatto cessa. Con la cessazione del contatto, la sensazione cessa. Con la cessazione della sensazione, la brama cessa. Con la cessazione della brama, l’attaccamento cessa. Con la cessazione dell’attaccamento, l’esistenza cessa. Con la cessazione dell’esistenza, la nascita cessa. Con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia cessano. Così questa intera massa di sofferenza cessa.
‘Con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte cessano’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte cessano, monaci, o no? O come la vedete?”
“Con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte cessano, Signore. La vediamo così: con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte cessano”
“‘Con la cessazione dell’esistenza, la nascita cessa’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione dell’esistenza, la nascita cessa, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione dell’esistenza, la nascita cessa, Signore. La vediamo così: con la cessazione dell’esistenza, la nascita cessa”
“‘Con la cessazione dell’attaccamento, l’esistenza cessa’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione dell’attaccamento, l’esistenza cessa, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione dell’attaccamento, l’esistenza cessa, Signore. La vediamo così: con la cessazione dell’attaccamento, l’esistenza cessa”
“‘Con la cessazione della brama, l’attaccamento cessa’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione della brama, l’attaccamento cessa, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione della brama, l’attaccamento cessa, Signore. La vediamo così: con la cessazione della brama, l’attaccamento cessa”
“‘Con la cessazione della sensazione, la brama cessa’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione della sensazione, la brama cessa, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione della sensazione, la brama cessa, Signore. La vediamo così: Con la cessazione della sensazione, la brama cessa”
“‘Con la cessazione del contatto, la sensazione cessa’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione del contatto, la sensazione cessa, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione del contatto, la sensazione cessa, Signore. La vediamo così: con la cessazione del contatto, la sensazione cessa”
“‘Con la cessazione dei sei campi sensoriali, il contatto cessa’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione dei sei campi sensoriali, il contatto cessa, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione dei sei campi sensoriali, il contatto cessa, Signore. La vediamo così: con la cessazione dei sei campi sensoriali, il contatto cessa”
“‘Con la cessazione di nome e forma, i sei campi sensoriali cessano’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione di nome e forma, i sei campi sensoriali cessano, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione di nome e forma, i sei campi sensoriali cessano, Signore. La vediamo così: con la cessazione di nome e forma, i sei campi sensoriali cessano” “‘Con la cessazione della coscienza, nome e forma cessano’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione della coscienza, nome e forma cessano, monaci, o no? O come la vedete?”
“Con la cessazione della coscienza, nome e forma cessano, Signore. La vediamo così: con la cessazione della coscienza, nome e forma cessano” “‘Con la cessazione delle attività, la coscienza cessa’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione delle attività, la coscienza cessa, monaci, o no? O come la vedete?” “Con la cessazione delle attività, la coscienza cessa, Signore. La vediamo così: con la cessazione delle attività, la coscienza cessa”
“‘Con la cessazione dell’ignoranza, le attività cessano’. Questo è quello che ho detto. Con la cessazione dell’ignoranza, le attività cessano, monaci, o no? O come la vedete?”
“Con la cessazione dell’ignoranza, le attività cessano, Signore. La vediamo così: Con la cessazione dell’ignoranza, le attività cessano”
“Bene, monaci. Quindi sia io che voi diciamo questo: Quando questo non esiste, quello non esiste; con la cessazione di questo, quello cessa. Cioè: Con la cessazione dell’ignoranza, le attività cessano. Con la cessazione delle attività, la coscienza cessa. Con la cessazione della coscienza, nome e forma cessano. Con la cessazione di nome e forma, i sei campi sensoriali cessano. Con la cessazione dei sei campi sensoriali, il contatto cessa. Con la cessazione del contatto, la sensazione cessa. Con la cessazione della sensazione, la brama cessa. Con la cessazione della brama, l’attaccamento cessa. Con la cessazione dell’attaccamento, l’esistenza cessa. Con la cessazione dell’esistenza, la nascita cessa. Con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia cessano. Così questa intera massa di sofferenza cessa.
Conoscendo così e vedendo così, monaci, vi voltereste al passato, pensando: ‘Esistevamo in passato? Non esistevamo in passato? Cosa eravamo in passato? Come eravamo in passato? Dopo essere stati cosa, cosa siamo diventati in passato?’?”
“No, Signore”
“Conoscendo così e vedendo così, monaci, guardereste al futuro, pensando: ‘Esisteremo in futuro? Non esisteremo in futuro? Cosa saremo in futuro? Come saremo in futuro? Dopo essere stati cosa, cosa diventeremo in futuro?’?”
“No, Signore”
“Conoscendo così e vedendo così, monaci, sareste indecisi riguardo al presente, pensando: ‘Io sono? Io non sono? Cosa sono? Come sono? Questo essere senziente, da dove è venuto? E dove andrà?’?”
“No, Signore”
“Conoscendo così e vedendo così, monaci, direste: ‘Il nostro maestro è rispettato. Parliamo così per rispetto verso il nostro maestro’?”
“No, Signore”
“Conoscendo così e vedendo così, monaci, direste: ‘Il nostro asceta dice così. È solo per questo che parliamo così’?”
“No, Signore”
“Conoscendo così e vedendo così, monaci, vi dedichereste a un altro maestro?”
“No, Signore”
“Conoscendo così e vedendo così, monaci, potreste mai credere che le osservanze e i riti superstiziosi e rumorosi dei vari asceti e bramini sono essenziali?”
“No, Signore”
“Non parlate solo di ciò che avete compreso, visto, e realizzato voi stessi?”
“Sì, Signore”
“Bene, monaci. Siete stati guidati da me in questo insegnamento che è visibile in questa stessa vita, con efficacia immediata, che invita all’ispezione, adeguato, cosicché le persone giudiziose possano verificarlo personalmente. Poiché quando dico che questo insegnamento è visibile in questa stessa vita, con efficacia immediata, che invita all’ispezione, adeguato, cosicché le persone giudiziose possano verificarlo personalmente, questo è ciò a cui mi riferisco.
Monaci, quando tre cose accadono, un embrione è concepito. Nel caso in cui la madre e il padre si uniscono, ma la madre non è nel periodo fertile del ciclo mestruale, e l’anima che vuole rinascere non è presente, l’embrione non viene concepito. Nel caso in cui la madre e il padre si uniscono, la madre è nel periodo fertile del ciclo mestruale, ma l’anima che vuole rinascere non è presente, l’embrione non viene concepito. Ma quando queste tre cose accadono, la madre e il padre si uniscono, la madre è nel periodo fertile del ciclo mestruale, e l’anima che vuole rinascere è presente, l’embrione viene concepito.
La madre nutre l’embrione nel proprio grembo per nove o dieci mesi con grande rischio al proprio pesante fardello. Passati nove o dieci mesi, la madre partorisce con grande rischio al propio pesante fardello. Quando il neonato nasce, la madre lo nutre con il proprio sangue. Poiché il latte materno è ritenuto sangue nell’addestramento nobile.
Il bambino cresce e le sue facoltà maturano. Di conseguenza gioca a giochi per bambini come aratri giocattolo, lippa, capriole, girandole, misure giocattolo, carrelli giocattolo, e archi giocattolo.
Il ragazzo cresce e le sue facoltà maturano. Si diverte di conseguenza, fornito dei cinque tipi di stimolazione dei sensi. Forme percepite dall’occhio che sono piacevoli, desiderabili, amabili, gradevoli, sensuali, ed eccitanti.
Suoni percepiti dall’orecchio …
Odori percepiti dal naso …
Sapori percepiti dalla lingua …
Tocchi percepiti dal corpo che sono piacevoli, desiderabili, amabili, gradevoli, sensuali, ed eccitanti.
Quando vede una forma con gli occhi, se è piacevole la desidera, ma se è spiacevole la respinge. Vive con consapevolezza del corpo non stabilita e una mente ristretta. E non comprende secondo realtà la libertà mentale e la libertà attraverso saggezza in cui quelle qualità malvagie e cattive cessano senza che ne rimanga nulla.
Essendo così pieno di favoreggiamento e opposizione, quando prova qualsiasi tipo di sensazione, che sia piacevole, spiacevole, o neutra, ne trae piacere, la predilige, e ci si attacca. Ciò da vita al godimento. Godere delle sensazioni è attaccamento. Il suo attaccamento è condizione per l’esistenza. L’esistenza è condizione per la nascita. La nascita è condizione per la comparsa di vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia. Così questa intera massa di sofferenza ha origine.
Quando sente un suono con l’orecchio …
Quando fiuta un odore con il naso …
Quando gusta un sapore con la lingua …
Quando entra in contatto con un tocco col corpo …
Quando diventa cosciente di un fenomeno mentale con la mente, se è piacevole lo desidera, ma se è spiacevole lo respinge. Vive con consapevolezza del corpo non stabilita e una mente ristretta. E non comprende secondo realtà la libertà di mente e la libertà attraverso saggezza in cui quelle qualità malvagie e cattive cessano senza che ne rimanga nulla.
Essendo così pieno di favoreggiamento e opposizione, quando prova qualsiasi tipo di sensazione, che sia piacevole, spiacevole, o neutra, ne trae piacere, la predilige, e ci si attacca. Ciò da vita a godimento. Godere delle sensazioni è attaccamento. Il suo attaccamento è condizione per l’esistenza. L’esistenza è condizione per la nascita. La nascita è condizione per la comparsa di vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia. Così questa intera massa di sofferenza ha origine.
Ma considerate quando un Realizzato appare nel mondo, perfetto, un Buddha completamente risvegliato, esperto di conoscenza e condotta, santo, conoscitore del mondo, guida suprema per coloro che desiderano addestrarsi, insegnante di esseri celesti e umani, risvegliato, beato. Avendo realizzato con la propria conoscenza diretta questo mondo, con i suoi angeli, diavoli, e dei, questa popolazione con i suoi asceti e bramini, esseri celesti e umani, lo rende noto agli altri. Spiega un’insegnamento buono all’inizio, nel mezzo, e alla fine, significativo e ben espresso. E rivela un percorso spirituale assolutamente completo e puro.
Un laico sente quell’insegnamento, o il figlio di un laico, o qualcuno nato in qualche buona famiglia. Nasce in lui fede nel Realizzato e riflette: ‘La vita laica è inconveniente e impura, mentre la vita di chi lascia casa è aperta. Non è facile per chi vive a casa seguire il percorso spirituale in modo totalmente completo e puro, come un guscio lucidato. Perché non mi taglio capelli e barba, indosso l’abito marrone, e lascio la vita di casa per quella mendicante?’ Dopo un po’ lascia una fortuna grossa o piccola che sia, e una famiglia grossa o piccola che sia. Si taglia capelli e barba, indossa l’abito marrone, e lascia la vita di casa per quella mendicante.
Una volta lasciata casa, adotta l’addestramento e il sostentamento dei monaci. Evita di uccidere, rinunciando a bastone e spada. È scrupoloso e gentile, dimorando pieno di premura per ogni essere vivente.
Evita di rubare. Prende solo ciò che gli viene dato, e si aspetta solo ciò che gli viene dato. Si mantiene puro non rubando.
Evita l’impudicizia. È casto, distinto, evitando l’atto volgare del sesso.
Evita di mentire. Dice la verità e si attiene alla verità. È onesto e affidabile, e non inganna il mondo con le proprie parole.
Evita linguaggio divisivo. Non ripete in un posto ciò che ha sentito in un altro al fine di dividere le persone l’una contro l’altra. Al contrario, riconcilia coloro che sono divisi, supportando l’armonia, rallegrandosi nell’armonia, amando l’armonia, usando parole che promuovono armonia.
Evita linguaggio aspro. Parla in modo dolce, piacevole all’orecchio, amabile, che va dritto al cuore, gentile, piacevole, e gradevole alla gente.
Evita di parlare senza motivo. Le sue parole sono opportune, vere, e significative, in linea con l’insegnamento e l’addestramento. Dice le cose al momento giusto e che hanno valore, sono ragionevoli, succinte, e benefiche.
Evita di danneggiare piante e semi. Mangia in una parte del giorno, astenendosi dal mangiare la sera e all’ora sbagliata. Evita danze, canti, musica, e intrattenimento. Evita di abbellirsi e ornarsi con collane, profumi, e trucco. Evita letti alti e lussuosi. Evita di ricevere oro e soldi, grani crudi, carne cruda, donne e ragazze, servi maschi e femmine, capre e pecore, polli e maiali, elefanti, mucche, cavalli, e cavalle, e campi e terreni. Evita di gestire commissioni e messaggi; di comprare e vendere; di falsificare pesi, metalli, o misure; corruzione, frode, imbrogli, e doppio gioco; mutilazioni, omicidi, rapimenti, brigantaggio, saccheggio, e violenza.
È soddisfatto di abiti per prendersi cura del corpo e di cibo elemosinato per prendersi cura della pancia. Dovunque vada, parte prendendo solo queste cose. È come un uccello: dovunque voli, le ali sono il suo unico fardello. Allo stesso modo, un monaco è soddisfatto di abiti per prendersi cura del corpo e di cibo elemosinato per prendersi cura della pancia. Dovunque vada, parte prendendo solo queste cose. Una volta che possiede questa intera gamma di etica nobile, fa esperienza della felicità dell’innocenza dentro di sé.
Quando vede una forma con gli occhi, non si fa influenzare dall’aspetto e dai dettagli. Se la facoltà della vista rimanesse senza contegno, qualità malvagie e cattive di attrazione o fastidio prenderebbero il sopravvento. Per questa ragione, fa pratica di contegno, protegge la facoltà dell’occhio, e si applica al suo contegno.
Quando sente un suono con l’orecchio …
Quando fiuta un odore con il naso …
Quando gusta un sapore con la lingua …
Quando entra in contatto con un tocco col corpo …
Quando diventa cosciente di un fenomeno mentale con la mente, non si fa influenzare dall’aspetto e dai dettagli. Se la facoltà della mente rimanesse senza contegno, qualità malvagie e cattive di attrazione o fastidio prenderebbero il sopravvento. Per questa ragione, fa pratica di contegno, protegge la facoltà della mente, e si applica al suo contegno. Una volta che possiede questo nobile contegno dei sensi, fa esperienza della felicità dell’immacolatezza dentro di sé.
Agisce con consapevolezza nell’andare e nel tornare; nel guardare avanti e di lato; nel piegare ed estendere gli arti; nel gestire il mantello, la ciotola, e gli abiti; nel mangiare, bere, masticare, e assaporare; nell’urinare e defecare; nel camminare, rimanere in piedi, sedersi, dormire, stare sveglio, parlare, e nel rimanere in silenzio.
Una volta che possiede questa intera gamma di etica nobile, questa soddisfazione nobile, questo nobile controllo dei sensi, e questa consapevolezza e presenza mentale nobili, frequenta un riparo isolato, la natura, la radice di un albero, una collina, una gola, una grotta di montagna, un cimitero, una foresta, l’aria aperta, un mucchio di paglia.
Dopo il pasto, tornato dalla questua, si siede con le gambe incrociate e la schiena dritta, e stabilisce consapevolezza di fronte a sé. Abbandonando desiderio per il mondo, dimora con una mente libera dal desiderio, purificando la mente dal desiderio. Abbandonando malevolenza e odio, dimora con una mente libera dalla malevolenza, piena di premura per ogni essere vivente, purificando la mente dalla malevolenza. Abbandonando torpore e sonnolenza, dimora con una mente libera da torpore e sonnolenza, percependo luce, consapevole e presente, purificando la mente da torpore e sonnolenza. Abbandonando irrequietezza e rimorso, dimora senza irrequietezza, con mente in pace interiore, purificando la mente dall’irrequietezza e dal rimorso. Abbandonando il dubbio, dimora avendo superato il dubbio, non indeciso riguardo alle buone qualità, purificando la mente dal dubbio.
Abbandona questi cinque impedimenti, corruzioni della mente che indeboliscono la saggezza. Poi, sufficientemente isolato dai piaceri dei sensi, isolato da cattive qualità, con pensiero e valutazione, ed euforia e felicità nate dall’isolamento, raggiunge e dimora nella prima estasi. Inoltre, con il placarsi di pensiero e valutazione, con chiarezza interna e mente raccolta, senza pensiero e valutazione, con euforia e felicità nate dalla concentrazione, un monaco raggiunge e dimora nella seconda estasi. … nella terza estasi … e nella quarta estasi.
Quando vede una forma con gli occhi, se è piacevole non la desidera, se è spiacevole non la respinge. Vive con consapevolezza del corpo stabilita e una mente senza limiti. E comprende secondo realtà la libertà mentale e la libertà attraverso saggezza in cui quelle qualità malvagie e cattive cessano senza che ne rimanga nulla.
Avendo abbandonato favoreggiamento e opposizione, quando prova qualsiasi tipo di sensazione, che sia piacevole, spiacevole, o neutra, non ne trae piacere, non la predilige, e non ci si attacca. Di conseguenza, il godere delle sensazioni cessa. Con la cessazione del godimento si ha la cessazione dell’attaccamento. Con la cessazione dell’attaccamento si ha la cessazione dell’esistenza. Con la cessazione dell’esistenza si ha la cessazione della nascita. Con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia cessano. Così questa intera massa di sofferenza cessa.
Quando sente un suono con l’orecchio …
Quando fiuta un odore con il naso …
Quando gusta un sapore con la lingua …
Quando entra in contatto con un tocco col corpo …
Quando diventa cosciente di un fenomeno mentale con la mente, se è piacevole non lo desidera, se è doloroso non lo respinge. Vive con consapevolezza del corpo stabilita e una mente senza limiti. E comprende secondo realtà la libertà mentale e la libertà attraverso saggezza in cui quelle qualità malvagie e cattive cessano senza che ne rimanga nulla.
Avendo abbandonato favoreggiamento e opposizione, quando prova qualsiasi tipo di sensazione, che sia piacevole, spiacevole, o neutra, non ne trae piacere, non la predilige, e non ci si attacca. Di conseguenza, il godere delle sensazioni cessa. Con la cessazione del godimento si ha la cessazione dell’attaccamento. Con la cessazione dell’attaccamento si ha la cessazione dell’esistenza. Con la cessazione dell’esistenza si ha la cessazione della nascita. Con la cessazione della nascita, vecchiaia e morte, tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia cessano. Così questa intera massa di sofferenza cessa.
Monaci, dovete memorizzare questa breve dichiarazione sulla libertà attraverso l’eliminazione della brama. Ma il monaco Sāti, figlio del pescatore, è stato catturato dalla vasta rete della brama, un groviglio di brama”.
Questo è ciò che il Buddha disse. Contenti, i monaci trassero piacere da ciò che il Buddha disse.
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Giovanni Zappa · CC0
Нехай усі істоти будуть щасливі